Malattie come diabete, obesità e ipertensione possono compromettere i reni in maniera irreversibile. Si stima che entro il 2030 oltre 5.4 milioni di persone avranno bisogno di dialisi o trapianto renale. Queste sono le due uniche opzioni terapeutiche possibili al momento. Tuttavia, entrambi presentano importanti limiti: la dialisi deve essere eseguita a sedute regolari per tutta la vita, mentre i tempi per il trapianto sono attualmente molto lunghi e vi è il rischio di rigetto.
Una soluzione alternativa a cui sta lavorando un gruppo di ricercatori è la creazione di mini-reni artificiali in laboratorio a partire dalle cellule staminali. Attraverso la stampa 3D è possibile disporre le cellule nella disposizione spaziale giusta, ricreando la struttura degli organi reali. I ricercatori mirano a creare migliaia di mini-reni, anziché riprodurre reni in scala naturale, che però dovrebbero funzionare come reni più grandi. La ricerca in questo campo è ancora precoce, e molte sfide si presentano all’orizzonte, ma in futuro potrebbe fornire reni artificiali alle molte persone in lista d’attesa per un trapianto.
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