Una nuova terapia orale sperimentale potrebbe aiutare le persone con malattia di Parkinson che sperimentano fluttuazioni motorie nonostante le terapie abituali. I risultati di uno studio clinico di fase 3 hanno mostrato una riduzione del tempo quotidiano trascorso nella cosiddetta fase “off”. La fase “off” si verifica quando l’effetto dei farmaci utilizzati per controllare i sintomi motori diminuisce, facendo tornare rigidità, lentezza dei movimenti e tremore.
Lo studio ha coinvolto 341 persone con Parkinson negli Stati Uniti, in Europa, nel Regno Unito e in Australia. I partecipanti hanno ricevuto solengepras da 75 o 150 mg oppure placebo per 12 settimane, continuando le terapie già prescritte. Nel gruppo trattato con 150 mg, il tempo quotidiano in fase “off” è risultato circa 37 minuti inferiore rispetto al placebo, mentre il tempo “on” senza discinesie è aumentato di circa 36 minuti. I partecipanti hanno inoltre riferito miglioramenti nello svolgimento di attività quotidiane come vestirsi, mangiare e muoversi.
La fase “off” si verifica quando l’effetto dei farmaci utilizzati per controllare i sintomi motori, come quelli a base di dopamina, diminuisce. In questi momenti possono tornare rigidità, lentezza dei movimenti e tremore, rendendo più difficili anche le attività quotidiane.
Solengepras agisce in modo diverso dai farmaci dopaminergici: blocca il recettore GPR6, coinvolto nei circuiti cerebrali che regolano il movimento. Il trattamento è risultato generalmente ben tollerato, con mal di testa e infezioni delle vie urinarie tra gli effetti indesiderati segnalati.
I risultati sono ancora preliminari e solengepras rimane un farmaco sperimentale, non ancora approvato per il trattamento del Parkinson. Cerevance prevede di discutere i risultati con la Food and Drug Administration statunitense per definire i prossimi passi dello sviluppo.
Fonte: Clinical Trials Arena