Una nuova compressa orale giornaliera che combina due farmaci antiretrovirali — bictegravir e lenacapavir (BIC/LEN) — potrebbe sostituire i regimi terapeutici più complessi utilizzati dalle persone che vivono con l’HIV da lungo tempo. I risultati di uno studio clinico di fase 3, pubblicato su The Lancet, lo confermano.
Lo studio ha coinvolto oltre 550 persone con HIV in 15 paesi, con un’età mediana di 60 anni, decisamente più elevata rispetto ai partecipanti tipici dei trial su farmaci anti-HIV. Circa il 96% di chi è passato alla nuova terapia ha mantenuto la soppressione virale (carica virale sotto le 50 copie/mL), un risultato in linea con chi ha continuato il trattamento precedente. Non sono stati registrati nuovi casi di resistenza ai farmaci.
Prima dell’arruolamento, la maggior parte dei partecipanti assumeva tra 2 e 11 compresse al giorno, con il 40% che prendeva antiretrovirali più volte al giorno. Molti presentavano anche altre patologie, come malattie cardiovascolari o renali. Nel nuovo regime, non sono stati identificati problemi di sicurezza rilevanti, e molti partecipanti hanno registrato meno effetti collaterali legati ai lipidi, come l’aumento del colesterolo, con potenziali benefici per chi è a rischio cardiovascolare.
I partecipanti hanno riferito che la nuova terapia è più semplice e comoda da seguire, un fattore fondamentale per garantire l’aderenza terapeutica negli anziani, in chi ha sviluppato resistenze in passato, o in chi assume già numerosi farmaci per altre condizioni.
Sono in corso ulteriori studi per confermare la sicurezza e l’efficacia a lungo termine della compressa BIC/LEN.
Fonte: The Lancet