Epatite B cronica, un nuovo trattamento porta alla “cura funzionale” in circa un paziente su cinque

Un nuovo trattamento sperimentale ha permesso di raggiungere una “cura funzionale” dell’epatite B cronica in circa un paziente su cinque. È quanto emerge da due studi clinici di fase 3, B-Well 1 e B-Well 2, pubblicati sul New England Journal of Medicine.

L’epatite B cronica è un’infezione persistente causata dal virus HBV che può aumentare nel tempo il rischio di cirrosi e tumore del fegato. I trattamenti attuali riescono generalmente a tenere il virus sotto controllo, ma spesso devono essere assunti per lunghi periodi.

Il farmaco studiato, chiamato bepirovirsen, è un oligonucleotide antisenso progettato per ridurre la produzione di alcune componenti del virus. Negli studi è stato somministrato una volta alla settimana per 24 settimane a persone con epatite B cronica senza cirrosi, già in trattamento con farmaci antivirali.

Alla settimana 72, il 20% dei pazienti trattati con bepirovirsen nel primo studio e il 19% nel secondo aveva raggiunto una cura funzionale, rispetto a nessun paziente nei gruppi placebo. Con “cura funzionale” si intende un controllo prolungato del virus, con livelli di DNA virale estremamente bassi e perdita dell’antigene HBsAg anche dopo l’interruzione della terapia antivirale.

Il trattamento è stato associato anche a più effetti indesiderati rispetto al placebo. Tra quelli più rilevanti sono stati osservati aumenti di alcuni enzimi del fegato, motivo per cui la sicurezza continuerà a essere un aspetto importante da valutare.

I risultati suggeriscono che bepirovirsen potrebbe avvicinare l’obiettivo di una terapia di durata limitata capace di mantenere l’epatite B sotto controllo anche dopo la fine del trattamento.

Fonte: New England Journal of Medicine